Porta della Verità

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Descrizione

Porta della Verità è una delle porte che si aprono nella cerchia muraria della città di Viterbo. Tra le diverse aperture che si sono avvicendate nel corso dei secoli, Porta della Verità rappresenta una di quelle ancora utilizzate e anzi tra le più interessate dal traffico cittadino.

Si trova infatti in Piazza Crispi, punto nevralgico di Viterbo, ed è uno degli accessi principali al centro. La porta si inserisce in uno dei tratti meglio conservati delle mura cittadine, che si stagliano imponenti contro il cielo e sfoggiano una maestosa merlatura.

In queste prossimità sorgeva un tempo il Palazzo di Federico II: fu distrutto nel 1250, prima ancora del suo completamento, per mano del Cardinale Raniero Capocci, storico nemico dell’imperatore.

Per impedire che il palazzo potesse essere ricostruito, Capocci fece poi erigere sulle sue rovine questo tratto delle mura. Proprio sopra l’entrata di Porta della Verità, si possono vedere diversi stemmi: il più grande è quello del papa Benedetto XII, a cui lati si trovano da una parte quello del vescovo Sermattei, dall’altra quello del governatore Oddi; più in basso, e in dimensioni ridotte, si possono scorgere anche gli stemmi del comune. Sotto di essi, un’ampia lastra porta inscritta la storia della porta.

I diversi nomi di Porta della Verità

La lunga storia di Viterbo fa sì che, nei secoli, piazze, chiese e punti di interesse abbiano cambiato più volte il loro nome: così è anche per Porta della Verità.

In principio, infatti, era nota come Porta dell’Abate per via della vicina abbazia; il nome Porta di San Matteo, invece, prese piede grazie alla omonima chiesa, situata poco distante.

Il nome Porta della Verità infine, con cui è tuttora conosciuta, è dovuto alla chiesa di Santa Maria della Verità, il cui convento prese il posto dell’antica abbazia, e che ora ospita il Museo Civico.

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