Palazzo dei Priori

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Descrizione

Il Palazzo dei Priori è l’edificio più importante della duecentesca piazza del Plebiscito, un tempo chiamata piazza del Comune, e costituisce uno dei due poli centrali della Viterbo medievale.

Dopo che il papa trasferì in città la propria sede, abbandonando Roma, e che il palazzo vescovile divenne il grandioso Palazzo dei Papi, il Comune di Viterbo volle costruire un palazzo per ospitare le istituzioni civiche, da cui il nome alternativo di Palazzo del Comune.

I lavori comportarono l’ampliamento della piazza nel 1264, quando alcuni degli edifici che vi sorgevano vennero demoliti per allargare lo spazio. Gran parte del luogo dove ora sorge il Palazzo dei Priori era occupato dal grande cimitero di Sant’Angelo e dal suo porticato.

Palazzo dei Priori: la storia

L’origine del Palazzo rimane dibattuta: se alcuni studiosi ritengono sia stato costruito nello stesso periodo del Palazzo del Podestà e del palazzo del Capitano del Popolo, nel Duecento, secondo altri risalirebbe al tempo di papa Pio II, precisamente al 1460.

All’inizio il Palazzo del Comune doveva essere la sede del governatore pontificio, che però nel 1510 si insediò nel palazzo del Capitano del Popolo, sfrattando i priori che ne avevano fatto la propria residenza.

L’aspetto esteriore del Palazzo dei Priori di Viterbo rimanda allo stile del Quattrocento, a partire dalla facciata orizzontale completata dal porticato; su di essa si vede lo stemma di Sisto IV, papa della famiglia della Rovere che ne finanziò i lavori, ripetuto anche sopra l’ingresso.

Alla fine del Cinquecento iniziò la fase di decorazione pittorica del Palazzo dei Priori di Viterbo, che intreccia storia e passato mitico della città: dalla Sala dell’Aurora, con il suo soffitto dipinto da Felice Ludovisi, alla sala con affreschi interamente dedicati alla Madonna della Quercia e alla storia del suo santuario, dalla Sala del Consiglio, dove oggi si riunisce il Consiglio comunale di Viterbo, fino alla seicentesca Cappella Palatina.  

Il cuore dell’edificio è la Sala Regia, un salone di rappresentanza dedicato ad Ercole ed affrescato dall’artista Baldassarre Croce; il soffitto invece è opera del pittore Tarquinio Ligustri, che in sedici riquadri ha raffigurato i trentatré castelli che si trovavano sotto l’influenza della città di Viterbo.

I lavori di decorazione furono conclusi solo nel Seicento, quando fu costruito il cortile interno – da cui parte lo scalone che permette di accedere alle sale del Palazzo del Comune - dominato da un loggiato e abbellito da una fontana monumentale; il portico inferiore invece fu costruito prima, a metà del Cinquecento.

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