Museo della Ceramica

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Descrizione

Il museo della ceramica della Tuscia è situato nel cuore del centro storico di Viterbo, a pochi passi da piazza del Plebiscito e dal quartiere medievale di San Pellegrino.

La struttura è nata nel 1996 grazie all’iniziativa della Fondazione Carivit e del Comune di Viterbo e si pone come una tra le realtà culturali più interessanti della città. Occupa gli ambienti al pianterreno del cinquecentesco Palazzo Brugiotti, splendido esempio di architettura post rinascimentale, appartenuto a una delle famiglie più importanti del patriziato viterbese.

L’ingresso del museo della ceramica è costituito da un ampio atrio che conduce al piano nobile per mezzo di una scala. Cinque grandi ambienti custodiscono oltre 380 reperti che mostrano l’evoluzione della lavorazione della ceramica a Viterbo e nella zona dell’Alto Lazio.

Il percorso espositivo del Museo della Ceramica

Il percorso espositivo si apre con ceramiche a “biscotto”, di semplice impasto prive di rivestimento, databili al XII-XIII secolo; l’itinerario continua con quelle “invetriate”, del XIII secolo, che presentano un tipo di decorazione dipinta direttamente sul biscotto, con pigmenti colorati macinati e disciolti in acqua.

La sezione successiva è dedicata alla “maiolica arcaica”, caratterizzata da un rivestimento a smalto.

La maggior parte dei manufatti esposti al museo della ceramica sono stati rinvenuti nei pozzi di scarico, i cosiddetti “butti”; si tratta di pozzi scavati nel tufo all’interno di abitazioni di epoca medievale, che avevano lo scopo di raccogliere scarti di ogni genere. Questa modalità di smaltimento dei rifiuti era regolamentata dalle leggi cittadine.

Uno spazio a sé stante è dedicato alla ceramica da “speziera”, un antico corredo di uno speziale trovato in un solo butto. Di particolare interesse è la “zaffera”: una tipologia di maiolica dal decoro in blu cobalto a rilievo che si affermò inizialmente nell’area fiorentina-senese e romagnola e successivamente nella Tuscia viterbese. Tra la fine del Trecento e la metà del Quattrocento Viterbo ne divenne uno dei centri di maggiore produzione.

L’itinerario, con le ultime due sale, ci introduce nel pieno Rinascimento. Lo testimoniano i colori sgargianti dei vari reperti: piatti, boccali, tazze e ciotole.

Il percorso espositivo si chiude con la collezione delle ceramiche dell’antica farmacia del vecchio Ospedale Grande degli Infermi di Viterbo dei secoli XVI-XVII.

Negli ultimi anni molti pozzi sono venuti alla luce restituendo molti frammenti ceramici grazie alla ristrutturazione dei centri storici.

Da non dimenticare che una visita al museo della ceramica ci permette di cogliere degli aspetti inediti della Viterbo del passato.

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