Fontana della Rocca

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Descrizione

Maestosa e imponente, la Fontana della Rocca riempie l’ampio profilo dell’omonima piazza, una delle più grandi di Viterbo.

Il traffico cittadino, infatti, ruota attorno a uno spazio ellittico, occupato da giardinetti e panchine che culminano nello spiazzo in cui troneggia la fontana. Attorno ad essa prendono spesso luogo mercatini di prodotti tipici, e i suoi ampi scalini fungono spesso da appoggio e ristoro per gruppi di turisti o per i giovani del posto.

Storia della Fontana della Rocca

Le origini precise di molte chiese e monumenti della città medievale di Viterbo si perdono spesso nell’antichità, e anche la Fontana della Rocca non fa eccezione.

L’ attuale struttura, infatti, fu eretta in sostituzione di una fontana più antica, la fontana di San Pietro alla Rocca: un primo rimaneggiamento fu effettuato nel 1449, anno in cui si ebbe l’aggiunta di una nuova vasca, della lunghezza di sette piedi.

Si pensò poi di realizzarne un ulteriore ampiamento, e vennero presentati diversi progetti: nessuno, tuttavia, raccolse la piena approvazione della città, al punto che questa idea rimase ferma per anni e la fontana non venne toccata.

Fu solo nel 1575 che, finalmente, si giunse a un accordo sul nome di Giacomo Barozzi, chiamato “Il Vignola”: l’architetto, che in quel momento stava dando sfoggio della sua abilità al palazzo Farnese di Caprarola, convinse tutti e ricevette quindi l’incarico di ampliamento. Nacque così, quindi, la fontana per come oggi è conosciuta nella sua attuale conformazione: in realtà, anche negli anni ’50 furono necessari dei restauri, per porre rimedio agli ingenti danneggiamenti riportati nei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Dettagli architettonici della Fontana della Rocca

La fontana della Rocca si presenta oggi sorretta da un importante basamento, sotto forma di quattro lati a gradoni e quattro invece costituiti da vasche sovrapposte, con andamento dell’acqua discendente.

Il progetto originario prevedeva due vasche circolari e una ottagonale: tuttavia, la conformazione originaria non risultava molto stabile e diede presto, anzi, segni di cedimento. Furono quindi necessari interventi di consolidamento che vennero tuttavia svolti nel rispetto del progetto iniziale disegnato dall’architetto Vignola.

Nei pressi della Fontana della Rocca

La Fontana della Rocca rappresenta uno speciale punto di osservazione per la Piazza: è possibile immortalarla con diversi sfondi, ognuno degno di una speciale cartolina.

Si parte infatti dalla Rocca Albornoz, a cui la piazza – e anche la fontana – devono il nome. Fu eretta nella metà del 1300 da Egidio Albornoz, cardinale nonché vicario generale dei domini italiani dello Stato Pontificio: funse da residenza al primo pontefice che decise di tornare sul suolo italico dopo la cattività avignonese, Urbano V.

Oggi ospita il Museo Nazionale Etrusco. Ruotando verso destra, ecco un altro sfondo d’eccezione: Porta Fiorentina. Deve il suo nome alla direzione verso cui permette l’uscita, conducendo all’imbocco della strada Cassia Nord: l’imponente struttura che si vede oggi è dovuta ad ampliamenti del 1768.

Girando ancora, ecco l’elegante Palazzo Grandori: fu costruito per essere un albergo d’élite, oggi il suo porticato ospita locali notturni e attività commerciali.

Poco più in là, infine, si staglia il massiccio profilo della Basilica di San Francesco alla Rocca, una delle chiese più grandi e antiche di Viterbo.

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