Chiesa di Santa Rosa

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Descrizione

La Chiesa di Santa Rosa si staglia maestosa in cima a una salita, dominando l’orizzonte della vicina Piazza del Teatro.  

L’edificio ha origini molto antiche: la prima costruzione risale infatti al Duecento, anche se allora era nota con il nome di Chiesa di Santa Maria. Con questo nome, infatti, è citata nelle prime fonti disponibili, datate A. D. 1235: è solo nel 1258 che, dopo la traslazione del corpo di Santa Rosa voluto da Papa Alessandro IV, la chiesa venne intitolata a questa santa, e cambiò dunque denominazione.

Verso la metà del 300, poi, l’edificio venne del tutto demolito e riedificato; circa un secolo dopo il pittore Benozzo Gozzoli lo abbellì con una serie di affreschi, che andarono purtroppo perduti nei successivi interventi del 1632.

È tuttavia possibile ammirarne delle copie nel Museo Civico di Viterbo, realizzate sotto forma di acquarelli dal pittore del ‘600 Francesco Sabatini. La lunga serie di interventi non si ferma però al Seicento: la struttura di allora, infatti, venne sostituita nel 1850 da un’altra in stile neoclassico; la cupola infine è un ulteriore aggiunta del 1913, firmata dalla mano dell’architetto Arnaldo Foschini.

Interni della Chiesa di Santa Rosa

Dal punto di vista architettonico, la chiesa di Santa Rosa è a tre navate: in fondo a quella di destra si può leggere una targa del 1850 che ne ricorda la consacrazione, avvenuta il 25 agosto dello stesso anno.

Proprio per via dei continui rifacimenti, nonché di un incendio che anticamente colpì la chiesa, le opere d’arte conservate al suo interno sono da datarsi a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.

Fanno eccezione alcuni elementi: è il caso ad esempio del crocefisso ligneo della navata di destra, sul primo altare; risale infatti al XVII secolo, e presenta una bella raggiera in legno dorato. Antico è anche il polittico della Madonna in trono col Bambino, tra le Sante Rosa e Caterina d’Alessandria, dipinto da Francesco d’Antonio da Viterbo.

Al 1699 è infine da datarsi l’urna in bronzo dorato che costituisce la tomba della santa: è attorniata da due statue di angeli in preghiera, e custodisce il corpo di questa fanciulla viterbese morta del 1251, che si presenta ancora praticamente incorrotto dopo quasi 8 secoli.  

La Chiesa di santa Rosa ospita anche la tomba di Mario Fani, fondatore della Gioventù Italiana di Azione Cattolica.

Il culto di Santa Rosa

La Chiesa di Santa Rosa fa parte di un complesso che celebra questa santa molto venerata dalla città di Viterbo.

Considerata autrice di molti miracoli sia in vita che dopo la morte, questa giovane viterbese nata nel 1233 si distinse per la forte spiritualità e l’indomito impegno politico: predicò infatti per le strade di Viterbo, prima contro l’imperatore Federico II, poi per placare le liti in città e le faide tra guelfi e ghibellini.

Desiderosa di unirsi all’ordine delle Clarisse del monastero annesso a questa Chiesa, venne respinta per la sua salute instabile: dopo la morte, invece, le Clarisse accolsero le sue spoglie ed è tuttora a questo ordine che ne è affidata la cura.

Il santuario, il convento e la vicina casa di Santa Rosa costituiscono un complesso di grande importanza storica e spirituale per la città.

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