Chiesa della Santissima Trinità

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Descrizione

La Chiesa della Santissima Trinità mostra agli odierni visitatori una bella facciata settecentesca: tuttavia le sue origini sono ben più antiche, e il luogo di culto affonda le sue radici nel 1200, nel pieno splendore medievale della città.

Storia della Chiesa della Santissima Trinità

Nota tra i viterbesi anche come “Chiesa della Madonna Liberatrice”, deve questo appellativo all’immagine votiva della Vergine attribuita ai pittori Donato e Gregorio d’Arezzo, qui conservata. La leggenda infatti vuole che proprio a quell’effige sia dovuto un importante miracolo, risalente secondo le cronache viterbesi al 28 maggio 1320: in risposta a un’invasione di demoni e presenze maligne nel cielo della città, la Vergine sarebbe apparsa agli spaventati cittadini, invitandoli a riunirsi in preghiera di fronte all’immagine custodita nella Chiesa della Santissima Trinità. Una volta scomparse le schiere demoniache, quindi, in onore della salvatrice della città il quadro venne ribattezzato “Madonna Liberatrice di Viterbo”.

Stile architettonico

Nel corso della storia, la Chiesa della Santissima Trinità ha subito diversi interventi: fu infatti ristrutturata in seguito a un grande incendio, nel 1421, e poi del tutto ricostruita nel 1700, per accogliere la grandissima folla di fedeli che vi si radunava. A quest’ultimo intervento, quindi, è dovuto l’attuale aspetto della chiesa, che unisce armonicamente lo stile neoclassico e quello barocco, come si evince dai fregi e le statue dell’imponente facciata. L’edificio presenta una pianta a croce latina, con pavimenti in marmo e una grande cupola: le pareti sono adornate di affreschi di origine settecentesca, e nel transetto di destra (cappella di S-Anna) è tuttora conservata l’immagine della Madonna Liberatrice di Viterbo, circondata da diversi ex voto in argento.

Il convento dei Padri Agostiniani

La Chiesa della Santissima Trinità comprende anche un importante convento anch’esso di origine duecentesca, in un complesso monumentale che troneggia sulla valle di Faul. Previa richiesta alla comunità di padri agostiniani che tuttora risiede nel convento, è possibile quindi visitare questa struttura e soprattutto il meraviglioso chiostro. Risalente al Cinquecento, il chiostro è splendidamente affrescato con episodi della vita di S. Agostino, messi in risalto da un sistema di illuminazione di recente installazione.

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