Cattedrale di San Lorenzo

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Descrizione

Cattedrale di San Lorenzo

La Cattedrale di San Lorenzo, conosciuta anche come Duomo di Viterbo è la chiesa più importante della città e, attraverso le tracce degli stili architettonici visibili nell’edificio, ne documenta la storia: se la sua origine si fa risalire al IX secolo – sorgerebbe infatti nel luogo di un’antica pieve le cui prime testimonianze risalgono all’850, quando già doveva esistere nel luogo un culto dedicato a San Lorenzo – venne riconosciuta come la chiesa principale di Viterbo nel 1181, per volere di papa Celestino III, ma solo in seguito finì per diventare sede vescovile.

La Cattedrale dal tempio di Ercole allo spostamento della sede papale

La tradizione però colloca l’origine della chiesa più indietro, all’età antica: si dice che la Cattedrale di San Lorenzo fu edificata sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Ercole. L’edificio infatti si trova sul Colle del Duomo, dove si ritiene sorgesse il più antico nucleo abitativo del centro di Viterbo.
L’importanza della Cattedrale di San Lorenzo emerge soprattutto nella metà del Tredicesimo secolo, in seguito allo spostamento della Curia papale da Roma a Viterbo per volere di papa Alessandro IV nel 1256, dopo che nella città eterna le lotte tra le fazioni che sostenevano il papato e l’impero si erano inasprite.
Con l’arrivo della Curia e l’edificazione del vicino Palazzo dei Papi nel 1266, il Duomo divenne il centro degli avvenimenti religiosi e politici non solo della città di Viterbo ma dell’intera Cristianità.
Fu nelle sue navate che risuonò la scomunica di Corradino di Svevia, nel giorno di Pasqua del 1268, dopo che il papa gli aveva chiesto di congedare il suo esercito.
San Lorenzo fu teatro del sorgere e del tramontare dei papi: sette di loro indossarono la tiara al suo interno, dopo essere stati eletti; quattro riposano ancora sotto le volte della Cattedrale.

 

Lo stile della cattedrale di San Lorenzo

 

La prima versione dell’edificio seguiva lo stile romanico, con tre navate, ciascuna terminante in un’abside, come testimonia l’aspetto generale ancora oggi visibile. Solo dopo che divenne la Chiesa più importante della città venne aggiunto il transetto, che fu costruito leggermente più basso della navata centrale nel 1192.
Il campanile testimonia invece il gusto gotico toscano: tipica di quel periodo è la decorazione superiore bicroma, che testimonia le modifiche che la struttura subì nel 1369, quando la torre venne ricostruita con le bifore; la parte inferiore è in pietra, senza alcuna apertura. Nel Quattrocento venne rifatto il tetto dell’edificio e furono realizzate le cappelle laterali. Pesanti rimaneggiamenti sono stati fatti all’epoca del Rinascimento: la facciata è frutto dei lavori voluti dal cardinale Giovan Francesco De Gambara nel 1570, che distrussero i tre rosoni originariamente previsti – uno rimontato sul lato della chiesa, un secondo reimpiegato nel palazzo vescovile – offuscando quasi del tutto l’impianto romanico con lo stile barocco.
Sempre al Cinquecento, poco dopo la metà del secolo, risalgono i lavori di demolizione dell’abside per creare la cappella del coro; il coro stesso fu poi ampliato nell’ultimo quarto del Seicento, con la demolizione dei muri che costeggiavano l’abside maggiore, e fu affrescato dal pittore Giuseppe Passeri sul tema di San Lorenzo e le personificazioni delle virtù in stile barocco.
L’ultima serie di lavori si deve ai danni provocati dalla Seconda Guerra Mondiale: tutto il presbiterio venne ricostruito, e solo uno dei tre absidi rimase inalterato. All’interno, i restauri completati nel corso del Ventesimo secolo hanno tentato di restituire almeno in parte l’aspetto originale, con il soffitto a capriate con travi in legno dipinto, che erano state ammodernate con l’arrivo del gusto barocco.

 

Le opere della Cattedrale di San Lorenzo

 

 

La Cattedrale di San Lorenzo ospita una quantità di straordinarie opere d’arte. Molte sono pitture: gli affreschi sull’abside risalgono alla fine del Tredicesimo secolo, mentre quelli alla sinistra dell’ingresso, assieme alle parti nella zona del battistero, sono del Quattordicesimo; al Duecento risale anche la tavola con la Madonna della Carbonara.
La tela che orna l’altare maggiore, invece, risale al Settecento ed è opera di Giovan Francesco Romanelli, artista viterbese al servizio del re di Francia e del cardinale Mazzarino: il suo lavoro rappresenta il santo titolare della chiesa, il martire Lorenzo.
Alla vita dello stesso santo fanno riferimento i dieci riquadri che decorano i due lati della navata centrale, che furono dipinti dall’artista neoclassico Marco Benefial nello stesso secolo. Le sculture principali sono due: è visibile il sarcofago duecentesco di papa Giovanni XXI, l’unico papa portoghese, cui Dante Alighieri riserva un posto nel Paradiso della Commedia; il fonte battesimale in marmo di Carrara è un’opera quattrocentesca dello scultore Francesco D’Ancona.
Un busto di marmo sopra la sacrestia, raffigurante il cardinale Gallo, viene attribuito allo scultore Antonio Canova. Accanto ad esso c’è una tavola con una pittura del Cristo Benedicente, che secondo la tradizione sarebbe opera del Mantegna.
Il Duomo include un’opera contemporanea: si tratta della gigantesca porta principale del Duomo, alta quasi cinque metri e larga oltre due. Opera dell’artista Roberto Joppolo, s’intitola “Porta della Luce” e rappresenta i Santi patroni di Viterbo, Santa Rosa e San Lorenzo.

 

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